CHIANTIGIANA: SITUAZIONE PRESENTE E PROSPETTIVE FUTURE
di Albero Bencistà
Dato il tempo limitato a disposizione sarò costretto a fare alcune affermazioni senza soffermarmi eccessivamente sulle motivazioni con il rischio di suscitare delle perplessità che potranno essere chiarite anche successivamente. Un esempio può essere rappresentato dal tema della grande viabilità. lo ritengo che sia stato un bene per il Chianti se ne gli anni sessanta è rimasto privo di autostrade, superstrade o ferrovie perché se oggi abbiamo un paesaggio sostanzialmente intatto e uno sviluppo economico fondato essenzialmente sull' agricoltura e non sull'industria in parte lo dobbiamo anche a questa «carenza infrastrutturale». Nell'ultimo numero di «Civiltà del bere» si parla del Chianti paragonandolo ad una contea inglese tant'è vero che il titolo dell' articolo è «Chiantishire» un articolo che esprime un giudizio estremamente positivo del nostro territorio anzi addirittura direi eccessivamente benevolo quasi come se il Chianti fosse uno degli ultimi paradisi terrestri del pianeta. In realtà il Chianti è una delle zone della Toscana e dell'Italia sicuramente più note e apprezzate per i valori paesaggistici ed ambientali, per i beni artistici ed architettonici e sicuramente c'è stata una grande attenzione anche da parte delle Amministrazioni comunali al rispetto, al conservazione, di questo patrimonio. Nella vicenda, per esempio, del condono edilizio si è potuto verificare concretamente la situazione del nostro Comune e il risultato è che su 4000 domande di condono una sola riguardava una casa costruita abusivamente. Questo sta a significare che rispetto a molte altre aree dell'Italia dove sono sorti quartieri e città intere abusivamente, in Chianti la speculazione edilizia non è stata consentita. Oggi però di fronte a una società in rapido sviluppo caratterizzata dall' esplosione dell' innovazione tecnologica e da una crescita del benessere e quindi dei consumi dobbiamo chiederei come sia possibile conciliare lo sviluppo economico e sociale della nostra zona con il più rigoroso e assoluto rispetto delle compatibilità ambientali, come salvaguardare questo patrimonio che la natura e il lavoro dell'uomo ci hanno consegnato; questo equilibrio delicatissimo che può essere alterato da iniziative anche apprezzabili dal punto di vista sociale eppure incompatibili ambientalmente. Mi viene la voglia di dire che l'attitudine mentale dovrebbe essere quella di conservatori intelligenti ed illuminati che assumono di fronte al nuovo un atteggiamento critico e diffidente, cioè non l'accettazione della modernità come dato assoluto e positivo ma la ricerca razionale delle innovazioni compatibili. Vorrei a questo proposito riferir mi ad aspetti macroscopici ma anche alle piccole cose: un esempio per tutte, la pubblicità sulla statale 222. lo ritengo inaccettabile che si permetta a tutti di mettere cartelli pubblicitari di tutti i tipi, anche raffiguranti grandi bistecche rosseggianti, dappertutto, caso mai coprendo bellissimi scorci panoramici ed obbligando tutti coloro che percorrono la statale a dover subire queste visioni. Il Comune di Greve in Chianti insieme a molti altri Comuni ha cercato di avviare un dialogo con l' anas per tentare di evitare i danni ma fin oad oggi non sono stati ottenuti risultati apprezzabili e anzi potremmo anche scontare un ulteriore peggioramento della situazione. Noi abbiamo intenzione di interessare il Prefetto, le associazioni ambientaliste e per esempio il Presidente del WWF l'arch. Fulco Pratesi che si è già espresso pubblicamente nel senso auspicato dalle Amministrazioni comunali e quindi riteniamo che anche il Gineprone potrebbe dare un importante contributo. Un'altra grande questione è rappresentata dalla viabilità. Noi vorremmo sapere qual'è il progetto complessivo dell'ANAS per la S.S. 222 perché riteniamo che interventi debbano essere fatti ma senza modificare eccessivamente l'andamento naturale. E a proposito delle circonvallazioni io ritengo che non debbano essere realizzate per ogni centro abitato anche perché rappresentano comunque interventi pesanti da un punto di vista ambientale oltre che finanziario. lo sono nettamente contrario alla circonvallazione di Greve, sono favorevole alla circonvallazione del Ferrone e di Strada in Chianti, sono abbastanza contrario a quella di Panzano. Per tornare al tema specifico dell'incontro e cioè quali sono gli errori soprattutto urbanistici commessi lungo questo percorso
Penso che noi abbiamo fatto molte scelte corrette e giuste ma anche qualcuna discutibile: Santa Cristina, ad esempio, oppure la nuova lottizzazione di Chiocchio e vicino a Panzano la nuova lottizzazione sotto San Leolino. Il nuovo Piano regolatore generale che ha una filosofia completamente diversa dal Piano di fabbricazione del '68 e che è accompagnato da studi preliminari sia tecnici che socio-economici non consentirà di commettere, da questo punto di vista, nuove scelte discutibili. Non abbiamo intenzione di proporre un P.R.G. in espansione, i modesti aumenti volumetrici saranno consentiti soprattutto per soddisfare le esigenze dei residenti e comunque le nuove lottizzazioni saranno inserite negli attuali centri abitati per evitare la nascita di quartieri ghetto-dormitorio. Anche la questione delle attività produttive è importante per non trasformare un territorio in un museo e anzi valorizzare e sviluppare le attività più tradizionali quali per esempio l'agricoltura e l'artigianato. A differenza degli anni '60 e '70 quando si pensava allo sviluppo in termini quantitativi oggi invece coniugare sviluppo e ambiente vuol dire pensarlo esclusivamente con parametri qualitativi. Lo sviluppo dell' agricoltura è a mio parere la scelt a pno'.ntana . da riconfermare e rafforzare, una scelta a favore dell' agricoltura è anche una scelta a favore dell' ambiente a condizione che si riduca drasticamente l'uso dei prodotti chimici e ci sia un'attenzione maggiore all'assetto idro-geologico e alla conservazione di colture tradizionali. Il Comune di Greve in Chianti, per primo in Italia, ha emesso un' ordinanza che vieta la pubblicità dei fitofarmaci come primo momento di una iniziativa più complessiva che solleciti il governo nazionale e regionale e emanare leggi che incentivino e favoriscano una nuova agricoltura fondata sulla lotta integrata e guidata e sul biologico. Nella valle della Greve però fra il Passo dei Pecorai e il Ferrone si concentrano la grande maggioranza delle attività industriali del nostro Comune cioè il cementificio SACCI e le fabbriche del cotto. Il cementificio esiste dal 1906 e il giorno in cui non ci sarà più bisogno di mantenerlo in attività sarà per il Chianti un grande giorno ma nel frattempo sono stati concordati con la Società decisivi interventi di miglioramento ambientale quali l'elettrofiltro che ha ridotto drasticamente la polverosità e il piano di coltivazione della cava che prevede un rimboschimento di tutta la parte dismessa. Lo stesso problema si pone per le fornaci del cotto che devono essere obbligate a non inquinare l'ambiente esterno ed interno delle fabbriche, a fare piani di escavazione razionali e rispettosi dell' ambiente circostante con interventi di recupero e di rimboschimento estesi. Penso che queste considerazioni siano sufficienti a farci comprendere che occorre avere una politica complessiva, urbanistica, socioeconomica, culturale per non corrompere e degradare le bellezze paesaggistiche, naturali ed architettoniche del Chianti, per non disperdere tradizioni e storie che hanno consentito una qualità della vita così elevata. Anche se non possiamo rinchiuderei innalzando nuove fortificazioni come se fossimo tornati al Medio Evo. le sfide della modernità vanno raccolte con grande intelligenza. La possibilità di mantenere alta la qualità di vita del Chianti dipende dunque dalla capacità intellettuale e politica di tutte le istituzioni a cominciare dall' Amministrazione comunale e di ogni singolo cittadino. In questo senso il Gineprone con questa iniziativa dà un contributo importante per raggiungere questo fine.

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