LA VALLE INCANTATA - La Flora
Percorsi naturalistici a piedi e in bicicletta nella Valle di Cintoia

La Valle di Cintoia è coperta per il 70% da vegetazione boschiva ed arbustiva; quasi la totalità della restante parte è costituita da terreni coltivati caratterizzati prevalentemente da pascoli attualmente in parte abbandonati. Non esiste nell'area indagata vegetazione che può essere definita totalmente naturale in quanto l'uomo è sempre intervenuto pesantemente con tagli, disboscamenti, incendi, pascolo e piantagioni di vario tipo. I versanti collinari sono coperti in prevalenza da boschi cedui di querce caducifoglie (cerri e roverelle) e da boschi di alto fusto di leccio oltre a esemplari sparsi di cipresso e pino nero.

Sono presenti anche boschi di castagno compresi 2 vecchi castagneti da frutto oramai in stato di abbandono. Il microclima della Valle ha permesso lo sviluppo di un abbondante sotto bosco ricco di macchia mediterranea tra cui il corbezzolo, il mirto, varie specie di erica, di cisto, di ginestre e rosa canina. Infine lungo i corsi d'acqua si trovano varie specie igrofile tra cui l'ontano nero, il salice, il nocciolo, il sambu- co ed infine una delle più frequenti specie arboree infestanti ovvero la robinia pseudoacacia.

 

La roverella (Quercus pubescens), è la specie di quercia più diffusa in Italia. Appartiene alla famiglia delle Fagaceae. Resistente all'aridità è facilmente riconoscibile d'inverno in quanto mantiene le foglie secche attaccate ai rami a differenza delle altre specie di querce. Il principale carattere diagnostico per identificare la specie è quello di sentire al tatto le foglie o le gemme: sono ricoperte da una fine peluria. Questa pianta si trova principalmente nelle località più assolate, nei versanti esposti a Sud ad un'altitudine compresa tra il livello del mare e i 1000 m. E' presente in tutta Italia. È utilizzata principalmente come legno da ardere, avendo un ottimo valore calorifico e una lenta combustione. Le ghiande sono dolci e venivano utilizzate per l'alimen- tazione dei maiali.

 

Il cerro (Quercus cerris) è un albero della famiglia delle Fagaceae. A differenza delle altre querce, questa specie tende a sviluppare la chioma più in altezza che in ampiezza. Il frutto è una ghianda tomentosa all'apice e per il resto glabra. Fiorisce da aprile a maggio, è presente in tutta Italia, soprattutto negli Appennini dove forma boschi puri o misti, d'alto fusto o cedui. Il legno del cerro è duro e si usa sia per la realizzazione di manufatti che come combustibile.

 

Il leccio (Quercus ilex) è una specie appartenente alla famiglia delle Fagaceae. Il leccio è un albero sempreverde generalmente con fusto dritto, di altezza fino a 20 metri. Può assumere aspetto cespuglioso qualora cresca in ambienti rupestri. Le foglie sono a lamina coriacea, verde nella parte superiore e grigia nella parte inferiore. I frutti sono ghiande, coperte per metà della loro lunghezza da una cupola provvista di squame ben distinte. Il legno è duro e pesante ed è utilizzato soprattutto come combustibile e per la produzione di carbone. Il cipresso (Cupressus sempervirens)è un albero della famiglia delle Cipressacee alto sino a 30 metri, a lento accre- scimento e molto longevo (sino a 2000 anni), di portamento slanciato, a tronco diritto e colonnare, molto ramoso sin dal basso, di colore verde cupo. Le foglie sono squamiforme ed appiattite, i frutti sono di colore verde lucente da giovani e poi diventano grigio-plumbei. É originario dei paesi mediterranei orientali, ma per la sua importanza ornamentale si è diffuso con la coltivazione in tutti i paesi che si affacciano sul mar Mediterraneo. È una specie molto frugale che si adatta a molteplici ambienti. In Italia vive fino ai 700 metri e costituisce un elemento caratteristico di grande rilievo del paesaggio italiano. Il legno è duro, di grande durata e immarcescibile ed è molto apprezzato per la costruzione di mobili.

Il pino domestico (Pinus pinea) è l'albero più tipico delle zone cir- costanti al mar Mediterraneo, in particolare delle coste europee. Forma boschi litoranei dette pinete, dove vive in associazione con altre piante della macchia mediterranea. Alto fino a 25 metri, ha un portamento caratteristico, con un tronco corto e una grande chioma espansa a globo, che col tempo diventa sempre più simile a un ombrello. La corteccia è spessa, marrone-rossiccia e fessurata in placche verticali. Le foglie sono costituite da aghi flessibili in coppie e sono lunghi da 10 a 20 cm. Gli strobili sono lunghi 8-15 cm, ovoidali e impiegano 36 mesi per matu- rare, più di qualsiasi altro pino. Si aprono a maturità per far uscire i semi, che sono commestibili ed utilizzati in numerose ricette regionali. Il castagno europeo (Castanea sativa) è un albero a foglie caduche appartenente alla famiglia delle Fagaceae. La specie è l'unica autoctona del genere Castanea presente in Europa.

Il castagno è una delle più importanti essenze forestali dell'Europa Meridionale, in quanto ha riscosso, fin dall'antichità, l'interesse da parte dell'Uomo per la qualità del legname e dei frutti che produce e in passato ha rappresentato un'importante risorsa alimentare in particolare per le popolazioni rurali degli ambienti montani. Il castagno è una pianta a portamento arboreo, con chioma espansa e rotondeggiante e altezza variabile dai 10 ai 30 metri. In condizioni normali sviluppa un grosso fusto colonnare, con corteccia liscia, lucida, di colore grigio-bruna-stro. Le foglie hanno una grande lamina, lunga fino a 20 cm e larga fino a 10 cm, di forma lanceolata e seghettata nel margine. Il frutto è un achenio comunemente chiamato castagna, di colore marrone, glabro e lucido all'esterno. Gli acheni sono racchiusi in numero di 1-3 all'interno di un involucro spinoso, chiamato riccio che a maturità si apre dividendosi in quattro valve.

Il corbezzolo (Arbutus unedo)è una pianta della famiglia delle Ericaceae, diffusa nei paesi del Mediterraneo Occidentale. Si presenta come arbusto molto ramificato e può raggiungere i 7-8 m di altezza. Ha foglie di forma ovale, a margine dentellato. Nei tempi passati le foglie del corbezzolo, essendo ricche di tannini, venivano usate per la concia delle pelli. I fiori sono riuniti in grappoli penduli, con coro Il a bianco-giallastra, il frutto è una bacca sferica di circa 2 cm, carnosa e rossa a maturità, contiene un alcaloide che può causare inconvenienti, di solito non gravi, in persone particolarmente sensibili a esso. Il nome latino consiglia un uso moderato del consumo (unum edo = ne mangio uno solo). Fiorisce in ottobre-novembre ed i frutti maturano nell'anno successivo alla fine dell'estate ed in autunno di modo che la pianta ospita contemporaneamente fiori, frutti immaturi e frutti maturi, il che la rende particolarmente ornamentale.

La rosa canina (Rosa canina) è una specie arbustiva molto frequente nelle siepi e ai margini dei boschi. Tale nome gli fu attribuito da Plinio il vecchio il quale narrava che un soldato romano fu guarito dalla rabbia con un decotto di radici. È un arbusto spinoso, antenato delle rose coltivate, che raggiunge i 2 metri di altezza. Ha fusti legnosi, con spine robuste e arcuate. Le foglie sono com- poste da 5-7 foglioline eli ittiche con margini dentati. I fiori, rosati han- no grandi petali e sono poco profumati. Fiorisce nei mesi di maggio e giugno. I suoi frutti carnosi e colorati in modo vivace raggiungono la maturazione nel tardo autunno. La specie è diffusa in una vasta area nelle zone temperate di tutta Europa. I principi attivi presenti nei fiori e nelle foglie vengono usati per la preparazione di infusi e tisane, mentre i frutti si usano per preparare gustose marmellate.

La ginestra dei carbonai (Cytisus scoparius)è una pianta del- la famiglia delle Leguminose. Predilige suoli silicei e con una buona esposizione al sole poiché soffre molto il gelo. Viene spesso usata per il recupero di aree degradate, per rivestire scarpate o pendii poveri e soleggiati. E' un cespuglio che presenta dei fusticini verdi e sottili, lunghi oltre un metro, caratterizzati da molte ramificazioni e da cinque costolature che ci consentono di distinguere facilmente tale pianta dalla ginestra comune. E' una specie dotata di rizoma. I fiori sono di colore giallo intenso che sbocciano in maggio e giugno. Il frutto è un piccolo baccello che diventa scuro quando i semi sono maturi. Come tutte le piante appartenenti alla famiglia delle leguminose arricchisce il terreno di azoto: infatti nelle sue radici vivono dei particolari micror- ganismi: dei batteri (simbionti) che risultano in grado di fissare azoto e che riescono a concimare così il terreno circostante.

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