LA VALLE INCANTATA - La Fauna
Percorsi naturalistici a piedi e in bicicletta nella Valle di Cintoia

Non esistono specie faunistiche presenti esclusivamente nel territorio chiantigiano e questo vale anche per la Valle di Cintoia. L'uomo ha interferito pesantemente sulla fauna selvatica tramite l'introduzione ripetuta di specie alloctone prevalentemente per scopi venatori e lo svolgimento della caccia vera e propria.

Il cinghiale (Sus scrofa) è un mammifero della famiglia dei Suidi, originario dell'Eurasia. Nel secolo scorso era sparito da varie regioni d'Europa ma dopo pochi anni, l'areale del cinghiale, è tornato ad espandersi complici numerose reintroduzioni a fini venatori. In Italia la specie è distribuita in quasi tutta la penisola. Il cinghiale può avere dimensioni variabili a seconda della sottospecie e della disponibilità alimentare: nel Centro-Italia il peso medio è sugli 80-90 kg e la lunghezza del corpo circa 150 cm. La pelliccia è scura e setolosa, il grugno conico e le zampe corte, la pelle è molto spessa e poco vascolarizzata, il che lo protegge da ferite causate durante i suoi spostamenti nella macchia mediterranea. Ha un temperamento aggressivo e le zanne lo aiutano oltre che nello scavo alla ricerca del cibo, anche nei combattimenti. Ha una dieta onnivora e molto adattabile, poichè si ciba di radici, ghiande e altri vegetali, ma anche di insetti e piccoli animali. I piccoli solitamente nascono in febbraio-marzo in numero da 2 a 4, ma possono arrivare anche a più di 10 se la madre trova abbondanza di cibo. La struttura sociale è sostanzialmente formata da branchi femminili con l'aggiunta dei piccoli nati negli ultimi 2 anni, mentre i maschi vicino ai due anni vengono allontanati dal branco femminile ed iniziano a condurre una vita solitaria. In ambienti boschivi la presenza del cinghiale è positiva, infatti con la sua continua opera di scavo alla ricerca del cibo, interra semi e elimina insetti dannosi, favorendo lo sviluppo del bosco. Tuttavia la riduzione del suo habitat lo ha spinto anche in ambienti agricoli dove invece risulta dannoso peché si ciba di cereali, frutti e uva.

Il Capriolo (Capreolus capreolus) è un ungulato che vive in Euro- pa e Asia, in Italia si trova sulle Alpi e sugli Appennini. Il capriolo è un cervide di piccole dimensioni, il maschio adulto possiede piccole corna a tre punte che cadono e ricrescono alla fine dell'inverno. I maschi conducono per gran parte dell'anno un'esistenza solitaria, le femmine spesso vivono riunite in branchi, composti in media da 3-7 individui, diretti da una femmina dominante. A fine primavera le femmine par- toriscono 1 o 2 cerbiatti dal caratteristico mantello bruno fittamente maculato; possono raggiungere un'età massima di 12-18 anni. L'istrice (Hystrix cristata) è un mammifero roditore della famiglia degli Istricidi. La specie è diffusa in Africa Centro-Settentrionale ed in Italia, ha colonizzato una gran varietà di habitat grazie alla sua facilità di adattamento.

L'istrice ha una lunghezza media di 60-80 cm, pesa cir- ca 20 Kg, il pelo è setoloso, nero sul corpo e marrone sulla testa. Pre- senta sul dorso una gran quantità di aculei lunghi da 20 ai 35 cm, con striature bianco-nere. Sono animali dalle abitudini principalmente notturne, mentre durante il giorno riposano in tane che scavano nel terreno grazie a robuste unghie presenti sulle zampe anteriori. Durante l'inverno, se il clima è rigido, l'animale non esce dalla propria tana, ma senza andare in letargo. Si tratta di animali essenzialmente erbivori che si nutrono prevalentemente di tuberi e bulbi ottenuti scavando nel terreno con le robuste zampe anteriori. L'istrice è ghiottissimo d'uva, che mangia risucchiandone gli acini senza staccare il graspo dalla pianta. La stagione riproduttiva è limitata al periodo caldo e la gestazione dura quattro mesi, al termine dei quali viene dato alla luce un unico cucciolo.

Lo scoiattolo (Sciurus vulgaris) è un roditore di taglia medio-piccola (40 cm) della famiglia degli Sciuridi. La specie più nota è certa- mente lo scoiattolo europeo di colore rosso e con il pelo del petto più chiaro, in Italia la varietà rossa si trova al Nord, in Toscana e in Umbria. Più a Sud, nei boschi dell'Appennino, invece viene sostituita dalla varietà nera.
Lo scoiattolo è un animale arboricolo, abile saltatore, e per questo legato agli ambienti boschivi. Si nutre di noci, ghiande, funghi e frutta, delle quali fa cospicue scorte durante la stagione estiva, immagazzinandole in dispense ben nascoste, per poi attingerne nei periodi di scarsità (salvo dimenticarsene, collaborando così alla disseminazione delle piante).
Le popolazioni italiane di Sciurus vulgaris sono fortemente minacciate dalla diffusione incontrollata di una specie alloctona introdotta dall'uomo nel secolo passato, l'americano Sciurus carolinensis (lo scoiattolo grigio), che possiede un tasso riproduttivo più elevato e una maggiore adattabilità alle mutazioni dell'ambiente.

La vipera (Vipera aspis) è un serpente velenoso caratterizzato da una testa di forma triangolare, con un corpo tozzo ed una corta coda. Per inoculare il veleno utilizza delle lunghe zanne mobili, canalicolari, che, quando il serpente apre la bocca, formano un angolo di 90° con la mascella mentre quando chiude la bocca le zanne vengono ruotate contro il palato.
I caratteri che tipicamente permettono di distinguere una vipera da un colubride non velenoso sono le pupille verticali, la testa triangolare e la coda che si restringe in modo brusco, mentre gli altri ofidi presentano pupilla rotonda, testa ovale e coda che si restringe gradualmente.

L'upupa (Upupa epops), lunga 25-30 cm, con un piumaggio in- confondibile, marrone molto chiaro nella parte superiore e a strisce orizzontali bianco-nere nella parte inferiore. Il capo è prowisto di un ciuffo erettile di penne, il becco è piuttosto lungo e sottile e leggermen- te ricurvo verso il basso. L'upupa è diffusa nell'Europa Centro-Meridionale, in Asia e Africa Settentrionale. Migra verso i tropici in inverno. Da marzo a giugno la femmina depone e le cova per circa 3 settimane. Dopo altre 3-4 settimane i piccoli lasciano il nido. Il nido dell'upupa emana un odore nauseabondo a causa dalla secrezione di una ghiandola attiva nei piccoli, che ha lo scopo di allontanare i predatori. L'upupa si nutre di larve di invertebrati, grossi insetti, lombrichi, molluschi, ragni. Predilige ambienti semi- alberati caldi e assolati e privilegia ampi spazi con vegetazione erbacea bassa sui quali alimentarsi. Nella mitologia il suo verso "pu-pu-pu" era considerato presagio di sventura. Per questo motivo, associato al fatto che canti anche al crepuscolo, nella cultura popolare è tutt'ora chiamato "uccello del malaugurio".

L'airone cenerino (Ardea cinerea), è una specie appartenente alla famiglia degli Ardeidi. Ha il piumaggio di colore grigio sulla parte superiore e bianco in quella inferiore. Le zampe e il becco sono gialli. L'adulto ha piume nere sul collo e un ciuffo nucale nero molto evidente che si di parte dalla sommità posteriore e superiore dell'occhio. Come tutti gli aironi vola tenendo il collo ripiegato ad esse. Diffuso nel Nord e Centro Italia, in particolare lungo i corsi dei fiumi, nidifica in colonie denominate garzaie. Non essendo migratore inizia a costruire il nido già da febbraio. Le uova, deposte dalla metà di marzo, sono 4-5 per nido e la cova dura circa 25 giorni; i giovani sono nutriti nel nido per circa 50 giorni. L'airone cenerino si nutre di pesci, rane, girini, bisce d'acqua e invertebrati, in minor misura anche di piccoli mammiferi.

La volpe (Vulpes vulpes) presenta un muso aguzzo, orecchie lunghe ed erette e la coda folta, il manto è solitamente di colore rosso scuro. É presente in tutta Europa, Africa del Nord Asia e parte del Nord America.
La volpe vive principalmente nei boschi, campagne coltivate e sempre più spesso anche in città. É un animale solitario e prevalentemente notturno con un ottimo livello di adattabilità ai mutamenti. Si ciba di piccoli animali, carogne e soprattutto in autunno anche frutta e bacche. Ogni femmina partorisce in primavera 4 o 5 cuccioli che rimangono con la madre sino all'autunno.


Lo storno (Sturnus vulgaris) è un uccello della famiglia degli Stornidi lungo circa 20 cm. Il suo piumaggio è di colore nero. Il becco è aguzzo, giallognolo, le zampe sono rossastre, la coda corta. Originario dell'Eurasia e dell'Africa Settentrionale. In Italia i primi avvistamenti di storno risalgono alla fine dell'Ottocento. È un uccello molto gregario e si riunisce in stormi che possono contare diverse centinaia di individui. Si nutre di insetti che cerca razzolando nel terreno, frutta, semi e talvolta di piccoli vertebrati. Lo storno effettua spesso più di una covata all'anno, costruisce il nido nelle cavità naturali degli alberi o delle rocce. La femmina depone 4-9 uova azzurre che cova per un paio di settimane. Lo storno è un uccello che non può essere definito né migratore, né stanziale, perlomeno in Italia. Lo storno è considerato un uccello nocivo per le coltivazioni di frutta e olive e per le semine perché grandi stormi di questi volatili possono distruggere interi raccolti.

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